Articolo 7 dell'Accordo Stato-Regioni 2025: le regole della verifica finale di apprendimento
Cosa prevede esattamente l'articolo 7 dell'Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 sulla verifica finale dell'apprendimento: numero minimo di domande (30 corsi iniziali, 10 aggiornamento), soglia di superamento 70%, modalità ammesse (scritto, orale, simulazione, prova pratica), verbale obbligatorio.
L'Articolo 7 è la parte dell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 con l'impatto operativo più immediato sugli enti di formazione e sui datori di lavoro. Prima della pubblicazione in Gazzetta del 24 maggio 2025 la verifica finale era richiamata in modo generico: ogni provider la implementava a suo modo, con numeri variabili e soglie discrezionali. Adesso ci sono parametri prescrittivi: numero minimo di domande, soglia di superamento, modalità ammesse, verbale obbligatorio, archiviazione decennale. Questa guida li copre uno a uno e ne mostra l'interazione con il fascicolo formativo; per il quadro normativo ampio è disponibile la guida completa all'Accordo Stato-Regioni 2025.
Cosa prevede esattamente l'Articolo 7 dell'Accordo Stato-Regioni 2025?
L'Articolo 7 introduce l'obbligo di verifica finale strutturata in ogni corso sicurezza: minimo 30 domande nei corsi iniziali, 10 nei corsi di aggiornamento, soglia 70%.
L'Articolo 7 dell'Accordo 2025 rende obbligatoria la verifica finale dell'apprendimento in tutti i corsi sulla sicurezza, iniziali e di aggiornamento. Prescrive numero minimo di domande, soglia di superamento, modalità ammesse e obbligo di verbale: parametri che l'ente formatore deve incrociare con la progettazione del corso e con la sua archiviazione.
La novità rispetto al regime precedente è strutturale. Gli Accordi del 2011 e del 2016 richiamavano la verifica come elemento del percorso senza fissare parametri operativi: il numero di domande poteva variare da 5 a 50, la soglia dal 50% al 75%, con esiti documentali eterogenei tra provider. L'Articolo 7 chiude la discrezionalità con numeri precisi e quattro modalità ammesse.
La connessione con l'attestato è netta: la verifica finale superata è il presupposto per il rilascio. Senza verifica conforme il corso non si chiude e in caso di controllo ente formatore e datore di lavoro sono esposti. È il punto su cui gli ispettori INL stanno concentrando i controlli 2026 in attuazione della Circolare n. 1 del 23 febbraio 2026.
Quali sono i numeri minimi del test scritto e perché contano?
Il test scritto richiede almeno 30 domande nei corsi iniziali, 10 nell'aggiornamento, multiple choice con minimo 3 alternative, soglia di superamento al 70%.
I tre numeri dell'Articolo 7 — 30, 10, 70% — definiscono la robustezza statistica della verifica. Trenta domande in un corso iniziale coprono adeguatamente le aree di competenza; dieci in un aggiornamento di 6 ore mantengono la verifica proporzionata alla durata.
Il requisito di almeno tre alternative ha una motivazione precisa. Una domanda vero/falso assegna allo statistically guessing una probabilità del 50%: un lavoratore che risponde a caso supera in media 15 domande su 30. Con tre alternative la probabilità di guessing scende al 33%, rendendo la soglia del 70% effettivamente discriminante. Il 70% è la stessa soglia ricorrente nei sistemi di valutazione accreditati a livello europeo, dai percorsi CEPAS a quelli ISO 17024.
La qualità delle domande conta quanto la quantità. Distrattori plausibili, coerenza con i contenuti del corso, distribuzione bilanciata su aree di competenza e livelli della tassonomia di Bloom sono i parametri di una banca professionale. Una verifica con 30 domande tutte di livello "ricordare" è formalmente conforme ma non verifica la competenza operativa.
| Parametro | Valore | Significato operativo |
|---|---|---|
| Domande minime corso iniziale | 30 | Copertura sufficiente di 5-7 aree con 4-6 domande per area |
| Domande minime aggiornamento | 10 | Verifica proporzionata alle 6 ore, focus su aree con evoluzioni normative |
| Alternative per domanda | min 3 | Probabilità di guessing dal 50% (V/F) al 33% |
| Soglia di superamento | 70% | 21/30 nei corsi iniziali, 7/10 negli aggiornamenti |
| Distribuzione cognitiva | bilanciata | Mix di ricordare, comprendere, applicare |
In un corso aggiornamento lavoratori rischio medio da 6 ore con 4-5 aree di competenza le dieci domande si distribuiscono su 2-3 per area, bilanciate tra i livelli di Bloom. Una matrice di copertura per area e livello aiuta a vedere se la banca è sbilanciata: Saperia evidenzia in arancione le caselle con meno di tre domande approvate. Un approfondimento sulle metriche di efficacia è nella guida verifica di efficacia formativa.
Cosa sono le quattro modalità ammesse oltre al test scritto?
L'Articolo 7 ammette quattro modalità: test scritto a risposta multipla, colloquio orale individuale, simulazione di competenze tecnico-professionali, prova pratica per corsi a contenuto applicativo.
Il test scritto a risposta multipla misura conoscenze dichiarative su un campione ampio e standardizzato. È la modalità più scalabile per gruppi numerosi; funziona bene per corsi lavoratori e aggiornamenti generali, perde efficacia per corsi a forte contenuto operativo.
Il colloquio orale individuale produce maggiore profondità diagnostica. Il formatore esplora la comprensione con domande che si adattano alle risposte e verifica la padronanza del linguaggio tecnico. Funziona bene per preposti, dirigenti e datore di lavoro; l'investimento di tempo lo rende impraticabile per gruppi numerosi.
La simulazione di competenze tecnico-professionali mette il lavoratore davanti a uno scenario ricostruito — redazione di un DVR per il datore, analisi di procedura con identificazione rischi per il preposto — valutato su una griglia di osservazione predisposta dal formatore.
La prova pratica è obbligatoria per i corsi a contenuto applicativo: DPI di terza categoria, lavori in quota, BLS nel primo soccorso, estinzione fuoco nei corsi antincendio. Per questi corsi un test scritto, anche se conforme all'Articolo 7, non sostituisce la prova pratica richiesta dalla normativa di settore.
| Modalità | Quando ha senso | Documentazione che produce |
|---|---|---|
| Test scritto multiple choice | Corsi lavoratori, aggiornamenti, gruppi numerosi | Foglio risposte, punteggio, verbale di esito |
| Colloquio orale individuale | Preposti, dirigenti, datore di lavoro | Verbale con argomenti specifici trattati ed esito |
| Simulazione | Contenuto applicativo non manuale (DVR, procedure) | Griglia di osservazione, verbale di esito |
| Prova pratica | Primo soccorso, antincendio, DPI III, lavori in quota | Verbale operativo con esecuzione delle manovre |
La combinazione tra modalità è ammessa e raccomandata per i corsi articolati: un corso lavoratori rischio alto può prevedere scritto sulle conoscenze normative più pratica sull'uso dei DPI, con verbale dedicato per ognuna e soglia del 70% da superare in entrambe.
Cosa deve contenere il verbale di verifica e quanto si conserva?
Il verbale deve riportare data, modalità di verifica, esito, e — se colloquio orale — argomenti trattati. Va conservato 10 anni nel fascicolo formativo.
Il verbale chiude il corso e abilita l'emissione dell'attestato. Gli elementi minimi sono cinque: dati identificativi di corso e lavoratore, data della verifica, modalità adottata, esito conseguito, firma del formatore. Per colloquio orale e simulazione si aggiunge un elemento sostanziale: la sintesi degli argomenti trattati o degli scenari proposti al singolo lavoratore. È la parte che consente all'ispettore di valutare a posteriori se la verifica ha coperto le competenze pertinenti al ruolo.
Il verbale di verifica scritta riporta l'esito numerico (es. 24/30 = 80%) ed è producibile automaticamente dalla piattaforma. Il verbale di colloquio è descrittivo e richiede l'annotazione degli argomenti effettivamente discussi: un verbale di colloquio privo di quell'elenco è formalmente incompleto e in ispezione INL può essere contestato anche se l'esito è positivo.
Un corso preposti edilizia da 12 ore con verifica via colloquio individuale richiede, per ogni lavoratore, un verbale con data e durata (es. 25 minuti), esito, e argomenti effettivamente discussi — gestione dei subappaltatori, uso del DPI di terza categoria, comunicazione con lavoratori non italofoni, applicazione dell'art. 26 del D.Lgs. 81/2008 sulle interferenze. Senza questo elenco il verbale può essere oggetto di contestazione.
Il verbale è uno dei cinque elementi del fascicolo formativo decennale insieme a documento progettuale, registro presenze, esito della verifica finale e attestato. La conservazione è di 10 anni, su supporto cartaceo o elettronico con pari valore probatorio. La Circolare INL n. 1 del 23 febbraio 2026 ha introdotto il libretto formativo del lavoratore in formato digitale, che rende accessibile in tempo reale lo storico formativo a datore di lavoro e autorità di controllo.
Cosa succede se il lavoratore non raggiunge il 70%?
Senza il 70% l'attestato non può essere rilasciato. Il formatore deve programmare rinforzo sulle aree con lacune e ripetere la verifica, archiviando ogni tentativo nel fascicolo.
Il mancato superamento sospende la chiusura del corso: l'attestato non può essere emesso e il lavoratore non risulta formato ai fini del D.Lgs. 81/2008. Se la mansione richiede formazione obbligatoria, il datore non può adibire il lavoratore a quelle attività finché la verifica non è superata.
L'Articolo 7 non fissa un numero massimo di tentativi. La prassi tecnica raccomanda non più di tre consecutivi prima di rivedere il percorso formativo. Dopo un fallimento il formatore identifica le aree con lacune specifiche e propone uno studio di rinforzo mirato prima della ripetizione; una banca domande etichettata per area e livello cognitivo lo rende immediato.
Il rinforzo è un percorso adattivo che concentra tempo sulle aree deboli identificate dal primo tentativo, lasciando alle aree padroneggiate un richiamo sintetico. Saperia costruisce nativamente questo percorso: per ogni lavoratore che fallisce un'area il sistema propone flashcard, quiz di rinforzo e tutor AI sulla singola area debole, e sblocca la verifica successiva solo a remediation completata.
Ogni tentativo va archiviato nel fascicolo formativo. La tracciabilità dei tentativi è uno degli elementi che la Circolare INL n. 1 del 23 febbraio 2026 ha posto al centro della verifica sostanziale: l'ispettore può chiedere lo storico dei tentativi del singolo lavoratore, non solo l'attestato finale.
L'Articolo 7 si applica anche ai corsi specifici (RSPP, antincendio, primo soccorso)?
Sì. L'Articolo 7 si applica trasversalmente a tutta la formazione sicurezza obbligatoria: RSPP, ASPP, dirigenti, preposti, lavoratori, antincendio, primo soccorso, formazione DLSPP.
L'Articolo 7 è uno standard minimo trasversale. Si applica anche ai corsi regolati da decreti specifici che restano in vigore: il DM 6 marzo 2013 per RSPP e ASPP, il DM 388/2003 per il primo soccorso, il DM 2 settembre 2021 per la formazione antincendio. Durate e contenuti restano fissati dai decreti settoriali; la verifica finale segue invece i parametri dell'Accordo 2025 (30 domande nei corsi iniziali, 10 negli aggiornamenti, soglia 70%).
Tre casi particolari. Il primo soccorso richiede prova pratica obbligatoria sulle manovre di BLS e, dove previsto, sull'uso del defibrillatore semiautomatico. L'antincendio post-DM 2 settembre 2021 prevede prova pratica su estinzione fuoco classe A, con prove aggiuntive su classi B e C nei corsi rischio alto. Per gli RSPP restano le quote orarie del DM 6 marzo 2013 (Modulo A, B, C) e gli aggiornamenti quinquennali; l'Articolo 7 si sovrappone come standard minimo di verifica per ogni modulo.
Il fascicolo decennale di un lavoratore con percorso multiplo — rischio medio, primo soccorso, antincendio — contiene tre verifiche distinte, ognuna conforme all'Articolo 7, ognuna con verbale. La guida HSE/RSPP approfondisce le responsabilità delle figure tecniche della prevenzione.
Operativamente, cosa fare adesso
L'allineamento all'Articolo 7 richiede quattro azioni prima del 24 maggio 2026: mappare i corsi in erogazione e verificare conformità al numero minimo di domande e alla soglia del 70%; ricostruire la banca con etichettatura per area, livello di Bloom e distrattori plausibili; predisporre un template di verbale con elementi minimi ed elenco argomenti per i colloqui orali; integrare l'archivio digitale con il libretto formativo del lavoratore digitale introdotto dalla Circolare INL n. 1 del 23 febbraio 2026.
Per il quadro normativo ampio dell'Accordo si rimanda alla guida completa Accordo Stato-Regioni 2025. Il livello successivo — la verifica di efficacia a 6-12 mesi dal corso — è il tema della guida verifica di efficacia formativa. Per vedere come la matrice di copertura e il percorso adattivo di Saperia operano su un corso reale è disponibile una dimostrazione di 15 minuti.
Riferimenti normativi
L'Articolo 7 è contenuto nell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025. Si integra con il D.Lgs. 81/2008 (art. 37), con il DM 6 marzo 2013 per RSPP e qualificazione formatori, con il DM 388/2003 per il primo soccorso e con il DM 2 settembre 2021 per l'antincendio. La Circolare INL n. 1 del 23 febbraio 2026 ne ha chiarito l'applicazione nei controlli ispettivi 2026 in attuazione del D.L. 159/2025 convertito in Legge 198/2025.
Le risposte alle domande più frequenti
Quante domande deve contenere il test finale di un corso sicurezza dopo l'Accordo 2025?
Almeno 30 domande nei corsi iniziali e almeno 10 nei corsi di aggiornamento. Ogni domanda deve avere almeno 3 alternative di risposta multipla. La soglia di superamento è il 70% di risposte corrette. Lo prevede esplicitamente l'Articolo 7 dell'Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025.
L'Accordo 2025 ammette solo il test scritto come verifica finale?
No. L'Articolo 7 ammette quattro modalità di verifica finale a scelta del formatore: test scritto a risposta multipla, colloquio orale individuale, simulazione finalizzata alla verifica di competenze tecnico-professionali, prova pratica per corsi con contenuto applicativo. La modalità va dichiarata in fase di progettazione del corso.
Cosa deve contenere il verbale di verifica dell'apprendimento?
Il verbale deve riportare data, modalità di verifica adottata, esito conseguito dal lavoratore, e — se la verifica è un colloquio orale — gli argomenti specifici trattati con quel singolo lavoratore. Va firmato dal formatore e archiviato per 10 anni nel fascicolo formativo, su supporto cartaceo o elettronico.
Cosa succede se un lavoratore non raggiunge il 70%?
Non può essere rilasciato l'attestato. Il formatore deve programmare un percorso di rinforzo sulle aree dove il lavoratore ha mostrato lacune e ripetere la verifica. La normativa non fissa un limite massimo di tentativi, ma la traccia di ogni tentativo va archiviata nel fascicolo formativo per dimostrare la progressione.
Si possono usare le stesse domande del test finale anche nel pre-test di valutazione iniziale?
Tecnicamente sì, ma è sconsigliato perché compromette la misurazione del miglioramento pre/post. La buona prassi è disporre di una banca domande ampia (40-100 item per corso) ed estrarne sottoinsiemi disgiunti per pre-test e post-test, mantenendo equilibrio per area di competenza e per livello di Bloom.
L'Articolo 7 si applica anche ai corsi di aggiornamento RSPP?
Sì. Pur essendo gli RSPP regolati dal DM 6 marzo 2013 per durate e contenuti, l'Articolo 7 dell'Accordo 2025 si applica trasversalmente a tutta la formazione obbligatoria sulla sicurezza, inclusi corsi RSPP, ASPP, RSPP datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, primo soccorso, antincendio.